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Chiesa di San Donato (Genova)

by EMANUELA
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Aubert-Henry nel saggio “Villes et gens d’Italie” del 1923  definì la Chiesa di San Donato “Così antica e nera che nessun documento ne tramanda la fondazione”, e in effetti è una delle più vecchie di Genova.

Basta leggere l’iscrizione sulla lapide presente sullo stipite destro del portale:

 In nome di nostro Signore Gesù Cristo, 1109 anni dopo la sua incarnazione durante la settima indizione, al tempo di Giovanni, prevosto di San Donato.

Tuttavia tale prevosto viene citato in alcuni documenti del 1158, quindi probabilmente lo scalpellino commise un errore.

L’attuale chiesa è il risultato del rifacimento di un edificio religioso risalente all’XI secolo nel periodo intorno alla prima crociata.
Consacrata dal vescovo Bonifacio nel 1189, è dedicata a San Donato morto martire nel 362.

chiesa di san donato

Le parti più vecchie sono il tiburio, il campanile, le colonne monolitiche della navata e i tre absidi.
Durante il Medioevo la famiglia nobiliare dei Raggi ne acquisì il diritto di patronato.
Purtroppo venne danneggiata da diversi bombardamenti già a partire dal 1600 con la guerra tra la Repubblica di Genova e Luigi XIX; tre bombardamenti (due nel 1942 e uno nel 1944) fecero molti danni in gran parte della chiesa.

La facciata fu completamente restaurata da Alfredo D’Andrade e in particolare il rosone, due finestre e protiro.
Una curiosità: tra il 1290 e il 1862 all’architrave erano appese le catene del porto di Pisa distrutto dai genovesi con la vittoria della battaglia della Meloria.
Sapevate che la porta che dà sullo stradone di Sant’Agostino prima del 1800 non esisteva? Fu realizzata infatti sempre dal D’Andrade. Su questa facciata c’è poi un edicola barocca della Madonna delle Vigne di Tommaso Orsolino, mentre la Madonna probabilmente è di Domenico Casella detto lo “Scorticone”.

INTERNO

Tre navate con due file di sei colonne: quelle bianche sono le più antiche. Sopra le colonne c’è il falso matroneo.
Il matroneo era un loggiato situato all’interno degli edifici destinato alle donne, poi preso “in prestito”, se così possiamo dire, dalle chiese. In questo caso non aveva alcuna funzione di accoglienza e per questo erano definiti falsi perché erano solamente un elemento architettonico.

NAVATA DESTRA

tela madonna del suffragio chiesa di san donato

Prima del restauro di D’Andrade, lungo la parete della navata destra si potevano ammirare diversi altari e anche tombe appartenenti alla famiglia Raggio. Oggi ne resta solo uno fatto costruire da Filippo e Camillo Raggi a proprie spese nel 1840.
Sopra tale altare c’è una tela del XVII secolo che raffigura la Madonna del Suffragio.

tela madonna del Suffragio Chiesa di San Donato
affreschi chiesa di san donato

Se poi alzate gli occhi e guardate verso l’arco della seconda colonna vedrete un affresco della Madonna con Bambino e 4 figure di Santi.
Nell’archetto successivo invece è dipinto un frammento della Crocefissione.

In una piccola nicchia è collocata invece una statuetta della Madonna del XVI secolo forse dello Scorticone.

Madonna con Bambino dello Scorticone
chiesa di San Donato
Madonna delle Grazie Nicolò da Voltri chiesa di San Donato

Eccoci all’abside: qui è presente la Madonna delle Grazie di Nicolò da Voltri


NAVATA CENTRALE

Larga ben 37 metri è caratterizzata da un graffito medievale posto sulla prima colonna di sinistra rappresentante una caravella. Invece alla fine della navata c’è un crocifisso medievale con pitture del XVII secolo.
Sotto l’altare invece un reliquario conserva la mano e altri frammenti ossei del santo.

 

NAVATA SINSTRA

Lungo la parete di questa navata ci sono due reperti in marmo: uno è dedicato al papa genovese Benedetto XV, l’altro invece è una lastra tombale del 1642 della famiglia nobiliare dei Franzoni.

CAPPELLA DI SAN GIUSEPPE

Si trova proprio a metà navata e custodisce alcune importantissime opere

  1. Trittico di Joos Van Cleve del 1515 “Adorazione dei Magi”, magnifico esempio di pittura fiamminga. Purtroppo è vietato fotografarlo così vi rimando a questa interessante analisi
  2. Altare con la “Sacra famiglia” di Domenico Piola: questa tela rappresenta la Madonna, il Bambino e San Giuseppe. Stranamente il Bambino è in braccio a San Giuseppe e non alla Vergine.

Nell’oratorio poi potete vedere la Madonna con Bambino che un tempo era collocata nella nicchia sotto al ponte di Carignano.

La Chiesa di San Donato compare anche nella lirica di André Frenaud che in “Il silenzio di Genova”.

Qui vennero poi battezzati tre illustri genovesi:

  1. Alessandro Magnasco, pittore di fine ‘600 
  2. Martin Piaggio, poeta dialettale
  3. Camillo Sivori, allievo di Paganini

A proposito di Paganini, sapevate che in questa parrocchia è conservato il suo atto di nascita? Qui poi nelle sere di autunno si aggirerebbe un fantasma…ma questa è un’altra storia che presto vi racconterò.

atto di nascita Nicolò Paganini Chiesa di San Donato
Atto nascita di Paganini

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