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Galleria Mazzini a Genova

by EMANUELA
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Galleria Mazzini è una strada pedonale posta tra due file di palazzi, ha una copertura in vetro e metallo ed è situata proprio dietro al Teatro Carlo Felice.
Molto simile nell’aspetto alla Galleria di Milano e ai passages couverts di Parigi fu costruita quasi contemporaneamente a Via Roma.

Nel 1871  il progetto per l’apertura di questa Galleria fu presentato dai fratelli Bonino e un Regio Decreto del 26 Luglio 1874  ne dichiarò la pubblica utilità. Progettista invece fu l’ingegnere Giovanni Argenti che alla fine dei lavori andò ad abitare in uno degli edifici. 
Nel 1876 si pose fine alla costruzione dei palazzi e la sera del 7 Aprile 1878 ci fu il collaudo finale dei lampadari a gas che erano stati fatti fondere a Berlino, lampadari che poi furono utilizzati per costruire dei cannoni durante la Prima Guerra Mondiale. 

Il cronista Macrobio così scriveva sul Caffaro l’8 aprile 1878:  

[…] L’illuminazione completa della Galleria Mazzini riuscì iersera di buon effetto. La galleria era gremita di gente fino alle ore più tarde. Una folla fittissima ammirava la guidovia di fazzoletti ed il monumento a Colombo […] dello stesso metallo, nelle vetrine elegantissime dei fratelli Curletto […]


Tipico esempio di architettura del ferro in Galleria Mazzini di trovano altre decorazioni di pregio come i Grifoni con lo stemma della città e le appliques che illuminano i sottostanti negozi.

Durante le Colombiadi le lastre ottocentesche del pavimento furono donate al Comune di Pontremoli per ripavimentare le due piazze principali del centro storico, e furono sostituite con altre in cemento. Nel 2001 furono aggiunti 4 mosaici in marmo e ottone.
I lampadari invece sono stati tolti dopo i lavori di restauro poiché la nuova volta non li avrebbe più retti e sono custoditi in un magazzino.


Nella Galleria Mazzini erano presenti numerosi locali a partire dalla sede centrale della Posta. Eccone altri:

BIRRERIA ZOLESI: Nata nel 1877 ospitò spesso un quartetto di violoncelliste viennesi e qui furono messi in scena molti spettacoli di varietà dove si esibirono artisti del calibro di Lina Cavalieri, Elvira Donnarumma e Maria Campi.
Nel 1892 poi Zolesi si occupò del padiglione “Eldorado” in occasione dell’Esposizione Italo-Americana che celebrava i 400 anni della scoperta dell’America. Al suo interno c’erano un bar, una trattoria e un teatrino.

RISTORANTE DELLA POSTA DI PIPPO LUCE: si trovava nel mezzanino dell’ultimo edificio verso il Carlo Felice. Tra i clienti ci fu anche Puccini. 
Questo ristorante fu anche oggetto di un grave episodio di cronaca avvenuto nella notte tra il 28 e 29 Agosto del 1903 quando Alessandro  Giribaldi fu coinvolto in una rissa durante la quale per difendersi uccise il commerciante di materassi Bonavera (o Banaveraella).

  Trascorse 10 mesi in carcere con l’accusa di omicidio e poi fu assolto il 28 Giugno 1904. Durante la prigionia scrisse i “Canti del prigioniero” .

Il fatto fu raccontato anche in un articolo de “La Stampa” del 29 Agosto 1903: 

Stanotte nella Galleria Mazzini si svolse un dolorosissimo e tragico fatto di sangue fra due comitive di giovani che poco prima erano venute a diverbio al Ristorante del Pippo, il quale si trova appunto sotto la galleria stessa. Dopo uno scambio di viraci parole si accese fra le due comitive una fierosissima zuffa. Impegnato nel tafferuglio si trovava tra gli altri certo Alessandro Giribaldi, dottore in legge e impiegato presso la nostra Capitaneria di porto. Un gruppo aveva circondato specialmente il Giribaldi, e questi, assalito, stretto da ogni parte, per farsi largo impugnò un piccolo temperino, intimando agli avversari di non accostarsi. Le intimazioni però riuscirono vane, ed il Giribaldi, percosso alla faccia, perduti gli occhiali, vedendosi sempre più stretto dagli avversari, vibrò un colpo al petto del materassaio Giuseppa Bonavera, che più degli altri si era fatto avanti. Il colpo, fatalmente, fu mortale: il Bonavera cadde, spirando quasi subito. L’uccisore, esterrefatto, venne arrestato. Il tristissimo caso cagiona penosissima impressione , essendo il Giribaldi un giovano amato e stimato da tutti, di elettissimo e forte ingegno, di temperamento mitissimo « contrario ad ogni specie di violenza. Evidentemente egli dovette colpire per legittima difesa. Si dice che anche l’ucciso Bonavera fosse un buon giovine. Giribaldi viveva colla vecchia mamma, che idolatrava.


Galleria Mazzini
Entrata Galleria Mazzini da Via Roma

SEMERIA e  VIENNESE: qui si vendevano mazzolini di fiori

CARLIN PESCIA: Era una trattoria frequentata da molti giornalisti genovesi e importanti artisti come Pietro Mascagni. Il proprietario, nato a Genova nel 1855, amava a tal punto il patrimonio artistico della città che decise di devolvere alla sua morte, avvenuta nel 1925, un lascito di ben 1 milione e 291 mila lire al Comune di Genova. Con questa cifra si sarebbe dovuto finanziare il restauro degli edifici più rappresentativi della città, come ad esempio Porta Soprana dove ancora oggi c’è una targa in suo onore. Riposa a Staglieno. 

CAFFÈ ROMA:  Questo locale era frequentato da intellettuali e scrittori come: Anton Giulio Barrili, Stefano Canzio, Montale, Sbarbaro, Gozzano e altri esponenti della scapigliatura.  Fu inoltre tra i primi locali ad avere il telefono. Il caffè chiuse alla fine del 1920. 

LIBRERIA EDITRICE MODERNA: Situata al civico 43 fu aperta a fine ottocento dal ragioniere Giovanni Ricci, uomo estremamente colto che amava vestire sempre di nero, portava la barba e occhiali in acciaio. Grande lettore, era cortese e generoso; era famoso per il suo conto aperto, infatti spesso faceva credito a giovani studenti.  Passò di qui anche Edmondo de Amicis, Paul Bourget Orazio Raimondo, Ceccardo RoccatagliataAnton Giulio Barrili.
Era conosciuta anche da D’Annunzio. Ora c’è un bar. 


PIPEIN GAMBA: Nome d’arte di Giuseppe Garuti è stato uno scenografo, illustratore italiano. Lavorò per il Secolo XIX, fu bozzettista per il Carlo Felice e la Scala di Milano.  Abitava al civico numero 3.

galleria Mazzini

CAFFÈ BARDI: luogo di ritrovo dei repubblicani mazziniani

COLTELLERIA BET: rimasta in attività per 65 anni ha chiuso in piena emergenza covid 

La Galleria poi fu sede sino al 1911 del quotidiano CAFFARO fondato nel 1874 da Anton Giulio Barrili.

Libreria Bruzzo: Specializzata in libri tecnici e dizionari di lingue molti dei quali dell’Edizione Hoepli (come si può vedere dall’insegna). Questa libreria è stata fondata da Mario Bruzzo nel 1942 durante la guerra e probabilmente ricavata da uno spazio occupato da una lavanderia distrutta dai bombardamenti.

LA CELERE:  Era una catena di tre calzolerie una delle quali si trovava proprio in Galleria Mazzini. Era di proprietà di Ambrogio  Bavastro. Ancora oggi in attività.

Galleria Mazzini a partire dal 1926 fu sede della Fiera del Libro, e ha ospitato il Mercato dell’Antiquariato. Ora però questi due eventi si svolgono principalmente in Piazza Matteotti e a Palazzo Ducale.  Qui c’è ance la sede della Giovine Orchestra genovese

Articoli per fumatori Savinelli azienda fondata nel 1876 a Milano che aprì sede anche a Genova

Qui altre foto

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